lunedì, dicembre 11, 2006

mi sento stupido... che figata!


e così succede che mi sento proprio stupido. ma non quella stupidità figlia dell'ignoranza o di malintesi... una stupidità sana, acqua per le radici di una pianta, sole per dare il via alla fotosintesi clorofilliana...
mi sento vivo, vittima entusiasta di una tempesta di sensazioni e sentimenti che da queste parti mancavano da un po' di tempo.
non voglio essere lungimirante, non voglio programmare, non voglio illudermi di avere nulla Fra le mani. voglio vivere. sono curioso, tanto, di scoprire e riscoprire. di dare una spolverata ad una stanza chiusa da tempo. mettiamola così... io faccio un po' di pulizia.
effettivamente a mettere in ordine questa benedetta stanza ci ho messo un po' di tempo... ora, che sembra essere a posto, armato di mangiapolvere, stracci e quant'altro darò una spolverata e una bella lucidata. non voglio chiedermi se riuscirò a pulire tutto o sarà solo un lavoro parziale. non voglio chiedermi se serve davvero o se è una perdita di tempo. non voglio nemmeno chiedermi se questa stanza verrà usata o meno. so solo che per il momento ho voglia di vederla in ordine.
Irrazionalità. desiderio. istinto. stupidità... che figata!

martedì, novembre 28, 2006

casa

ormai sono quasi due anni che vivo da solo... beh si, insomma... che non vivo in famiglia. il primo anno e mezzo è passato lentamente, troppo... troppo assai. una convivenza quasi forzata con due sconosciute. per me, in quell'anno e mezzo il concetto di casa ha repentinamente mutato il suo significato. la casa non era più il luogo di relax, la meta a cui anelare a fine giornata, un'isola felice in cui riconoscersi e rispecchiarsi. casa mia era diventata una stanza in cui dormire e la mattina dopo fuggire il più velocemente possibile.
fredda, senza personalità, anonima e anche isterica. un luogo sconosciuto.
bene, negli ultimi sei mesi (quasi) la situazione si è ribaltata completamente. le due sconosciute hanno abbandonato il territorio a favore di Max, fratello-amico-fratello (citazione da Zoolander, ndr).
casa ridipinta, riarredata, personalizzata. ora è la mia isola felice, il luogo a cui penso nei momenti di sconforto. quando ho una brutta giornata so che lì potrò trovare finalmente un po' di respiro. qualcuno con cui parlare. qualcuno che mi faccia ragionare. qualcuno con cui ridere anche della minima cazzata. un luogo di ritrovo con tutte le persone a cui voglio bene. un vanto. una vacanza!
sicuramente l'esperienza precedente mi consente di godere appieno della mia ritrovata concezione di casa. non tutto il male vien per nuocere...
poi è ovvio... menzione d'onore per max!

lunedì, novembre 27, 2006

pianeta terra...? rispondi...

che strana sensazione... oggi mi sento strano... non adatto... non in linea con quella che è la filosofia aziendale. non che solitamente sia il vessillo del mio ufficio, ma faccio meno fatica a confondermi tra la folla... oggi no. ho una sensazione stranissima addosso. più o meno potrei desciverla così: è come se stessi seduto su un treno a guardare il mondo scorrere davanti ai miei occhi, solo che il mio treno è fermo e il mondo gira ad una velocità disarmante.
non capisco a cosa sia dovuto. provo a trovare una spiegazione, ma l'unica cosa che mi viene in mente è chi se ne fotte. ho altro per la testa. qualcosa a cui vorrei non pensare, per carità un bel pensiero, ma che nonostante tutto rimane lì, appiccicato ad ogni piccolo pensiero.
e poi tutto il resto. dall'attesa del mio primo nipote, al pensiero che se continua a fare questo "caldo" (per essere fine novembre è davvero caldo) la stagione sciistica va a puttane.
insomma, un ventaglio di pensieri decisamente spesso... ma nulla che mi riporti alla realtà del mio lavoro.
vorrei prendere ed uscire, o ancora meglio, tornare indietro nel tempo e decidere di rimanere a letto, questa mattina.
mi sento un pesce fuor d'acqua...
vorrei dedicare del tempo a me e alle mie passioni.
vorrei vorrei vorrei....
eh... vorrei che qualcuno trovasse la mia ombra e la ricucisse. è chiaro il riferimento?

martedì, ottobre 17, 2006

a cuore aperto

Ci sono persone che, anche se ti sforzi e ti convinci che con la tua vita non c'entrino più nulla, fanno e faranno sempre parte di te.
sono quelle persone che non hanno bisogno di parole, basta uno sguardo per capire cosa sta succedendo, quali sono i pensieri che viaggiano nella testa, quale reazione esploderà da lì ad un attimo.
certo, litigi, incomprensioni, scleri, scazzi e quant'altro complicano sempre tutto. la stupidità fa da collante e il gioco sembra fatto o quasi.
mesi senza parlare, e se si interagisce è per mandarsi a cagare senza tante cerimonie. che stupido... poi... poi ti guardo e capisco che dentro te sta succedendo qualcosa. l'allegria di una serata di festa si trasforma. so cosa sta succedendo. so cos' è successo. e so anche il motivo per cui sta succedendo. un abbraccio. lungo. caldo. istintivo. solo il desiderio di farti sentire che, nonostante sembri che, io, sia in competizione per vincere il mondiale degli stronzi, ci sono. ci sono stato (con tutti i miei pregi ma soprattutto i miei difetti) ma, più di ogni altra cosa, ci sarò.
l'unico dubbio... spero solo di non aver detto "Mi raccomando".

mercoledì, ottobre 11, 2006

dottore... dottore... dottore del buco del cul

dieci anni. ridendo e scherzando sono passati dieci anni da quando ci siamo conosciuti. di cose ne sono successe davvero tantissime e noi siamo cambiati, ma nonostante tutto ci troviamo ancora qui.
ieri si è laureato david. compagno di banco al liceo. compagno di squadra. compagno di tante serate passate a chiacchierare, a bere, a girare...
ebbene, da ieri è il dottor gori. vedendolo davanti all'entrata dell'aula che lo ha consacrato degno di entrare nel mondo dei disoccupati sono stato investito da un vortice di sensazioni ed emozioni tanto intenso da lasciarmi pietrificato sul posto. assieme a lui c'erano i genitori e manuel, suo fratello. ho realizzato che, anche loro, fanno parte della mia famiglia!
ho ripensato ai pomeriggi passati a studiare, a fare finta di farlo, a giocare a freccette sul suo balcone, alle lezioni di geologia impartite da manuel, alle spigazioni pseudo scientifiche di david che mi preparavano alla "prima volta". ho pensato a formentera. estate 2001, troppo uguali ma decisamente diversi. un'interruzione di quattro anni. tagliati i ponti, ma mai il ricordo. un'amicizia, per quanto intensa possa essere, probabilmente, a volte, ha bisogno di una pausa. così è stato. poi succede che si va a giocare a calcio. ci si beve un montenegro. due chiacchiere e scopri che quell'amico che pensavi di avere perso in realtà è sempre stato con te. nei ricordi e nella mancanza di non poter condividere le nuove esperienze. e poi? poi tutto passa. l'amicizia è un sentimento forte. certo se ci metti anche una bella botta di culo... loola... un chupito al bancone... una perfetta sconosciuta con amica... una casa da inaugurare... ma soprattutto le tagliatelle ai funghi porcini in freezer... beh... che serata! la prima di una nuova lunga serie di serate votate al devasto, ma non solo.
un'altra tappa è stata bruciata. complimenti david!

giovedì, maggio 11, 2006

"fuga" per la vittoria

e così succede che un giorno, dopo aver combattuto con tutta la grinta e la determinazione che mi scorre in corpo, mi guardo attorno e non vedo più nemici. o meglio, loro ci sono ancora, ma stanno a km di distanza dietro le mie spalle. sì, sento ancora le voci, ma ormai sono solo un ronzio... quel classico rumore di sottofondo che a lungo andare si confonde con il canto dei grilli. silenzio. ancora un po' di polvere che, mischiandosi con le particelle d'aria, si dissolve nell'azzurro, blu intenso, del cielo.
cielo limpido, aria frizzante, una leggera brezza che ti accarezza la faccia, il calore del sole che scalda la pelle e il cuore. ho vinto. ho vinto alla grande. ho combattuto. mi sono fatto valere. non ho lasciato nulla al caso. facendo di necessità virtù mi sono dovuto trasformare in un freddo calcolatore. strano... nemmeno io l'avrei mai detto.
lascio il mio ufficio a testa alta. facendo, per di più, il corretto fino in fondo. addirittura il canonico preavviso.
lascio una piccola realtà per inserirmi in un mondo diverso. diversa location. diverso ambiente. diverso carico. ma soprattutto diverso lavoro.
non so dove mi porterà questa nuova avventura. spero di combattere ancora. magari questa volta con qualcuno al mio fianco, per perseguire un obiettivo comune.
come al solito sono pieno di entusiasmo, di idee, di buona volontà e ovviamente di paure. mi rimetto in gioco.
aria per i miei polmoni, aria fresca. la stessa aria che senti pervadere il tuo corpo dopo mesi di lavoro in miniera.
non aggiungo altro... si spengono le luci su euroscena. si chiude il sipario. si esce a bere!

mercoledì, aprile 12, 2006

pesce rosso? ma anche no!


i pesci rossi hanno una memoria di 30 secondi.
cosa vuol dire? beh... la loro vita, i loro ricordi, le loro esperienze hanno una durata massima di 30 secondi. in parole povere questo significa che se un pesce rosso è felice pensa di esser stato felice tutta la vita. la medesima cosa succede col sentimento opposto, la tristezza. la loro memoria risale solo agli ultimi 30 secondi della loro vita... ma qual è la risultante ultima di questa memoria fulminea? mah... probabilmente il fatto che tutti i pesci rossi passano la loro vita aspettando, ansiosamente, il momento della loro morte.
mi viene, in fine,da pensare ad una cosa. la vita spesso, spessissimo, ci riserva sorprese più o meno gradite. possiamo cercare di cancellare qualsiasi tipo di traccia dalla nostra memoria ma non è così semplice. un flebile ricordo rimane, comunque, dentro di noi. meglio così. molto meglio così. non voglio essere un pesce rosso.
e così, anche oggi, aggiungo un altro pezzettino in me. la morte, di qualsiasi tipo essa sia(fisica, intellettuale, sociale, professionale...), non mi appartiene, non è in me.
pesce rosso? no grazie!